E' stata pubblicata la seconda relazione annuale sullo stato della diversità di genere nel Regno Unito. Dal rapporto emergono progressi ma si evidenzia la necessità di mantenerne il ritmo positivo.

Il genere femminile negli organi di amministrazione societaria britannica è rappresentato per il 17,3% del FTSE 100 (indice azionario delle 100 società più capitalizzate quotate alla Borsa di Londra – London Stock Exchange) e per il 13,2% del FTSE 250 (indice relativo alle ulteriori 250 società di maggiori dimensioni quotate alla London Stock Exchange) – rispetto al 12,5% e 7,8% rispettivamente nel mese di febbraio 2011 –  ed è mediamente raddoppiato a partire dal 2010 in cui si è iniziato il cammino a sostegno della parità di genere.

Primo rapporto donne nei board UK

Aggiornamento al rapporto donne nei board Uk – 2012

2° aggiornamento donne nei board Uk -2013

Lord Davies di Abersoch ha fatto presente che dall'agosto scorso la situazione si è rallentata anche a causa della proposta di direttiva che consente agli Stati membri di ritardare l'adozione della direttiva che punta all'adozione dell'obbligo di garantire almeno il 40% degli amministratori non esecutivi “rosa” nelle società quotate entro il 2020, se dimostrano di avere adottato misure che garantiscano il raggiungimento dell'obiettivo negli stessi termini (in tal senso il Regno Unito si è impegnato in una sorta di approccio volontario).

Equal Pay
 Pertanto ha suggerito cinque nuove raccomandazioni alle società a sostegno della parità di genere:
– rivedere gli obiettivi per il 2015 e per chi non l'ha ancora fatto definirli;
– le società del FTSE 250 il 25% dovrebbe essere femminile entro il 2015;
– le società del FTSE 350, entro settembre 2013, dovranno stabilire le percentuali di donne nei comitati esecutivi ed adeguati livelli di inquadramento da raggiungere entro il 2015;
– ai membri del comitato esecutivo dovrebbe essere consentito di assumere ruoli nei consigli di amministrazione di altre società, al fine di acquisire esperienza e condividere le migliori prassi tra le migliori aziende,
le aziende dovrebbero condurre un progetto pilota per la pubblicizzazione delle opportunità del director per testarne i pro e contro.

Il Ministro per le Donne e l'Uguaglianza Maria Miller ha detto: “è più importante che mai che si tragga la maggior parte dei talenti e delle competenze che le donne hanno da offrire se vogliamo massimizzare le prospettive per la crescita economica della Gran Bretagna”.

Attualmente vi sono 94 organi di amministrazione con rappresentanza femminile e 192 donne dirigenti in società FTSE 100 su un totale di 1.110.

Il Regno Unito crede che la parità di genere possa contribuire a rendere il proprio Paese più competitivo ed in crescita economica anche al fine di :

– creare il sistema fiscale più competitiva del G20 (tassazione al 20% a partire dal 2015);
creare il miglior posto in Europa per avviare, finanziare e far crescere un business
– incoraggiare gli investimenti e le esportazioni, come un percorso verso un'economia più equilibrata
– creare una forza lavoro più istruita, tra le più flessibili in Europa.