È stata diffusa la Risoluzione del 12 febbraio 2026 del Parlamento europeo in vista della 70ª sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione femminile.
Il Parlamento UE, tra le altre novità di indirizzo politico, seppure non vincolante, chiede al Consiglio di difendere esplicitamente i diritti delle donne come diritti umani universali.
Tra i principali temi trattati dalla risoluzione vi sono:
- Accesso alla giustizia
Il Parlamento invita alla rimozione di barriere economiche, procedurali, culturali in modo che ostacoli pratici (come il timore di ritorsioni, la scarsa informazione, i costi, la lingua, ecc.) non ostacolino i diritti effettivamente azionabili per il genere femminile e non risultino discriminatori.
- Violenza contro le donne
Il Parlamento invita a prevenire e reprimere la violenza (es. domestica, sessuale, on line e/o digitale) come violazione dei diritti umani, garantendo protezione immediata, percorsi di denuncia sicuri, servizi di supporto (sanitari, psicologici, legali) e formazione obbligatoria per le autorità e per gli operatori.
- Discriminazioni multiple
Alcune donne subirebbero diversi tipi di svantaggi che dunque risultano cumularsi tra loro (es. genere, disabilità, status migratorio, orientamento sessuale, origini etniche, status sociale), pertanto, secondo il Parlamento, occorre tenerne conto e progettare misure e tutele che funzionino anche per i gruppi di persone più esposte e riducano le disuguaglianze strutturali.
- Partecipazione ai processi decisionali
Le donne partecipano genericamente solo formalmente ai processi decisionali politici ed economici. Occorre aumentare il loro potere decisionale in politica, economia, amministrazione e processi di pace con scelte pubbliche più inclusive.
- Dimensione digitale
Occorre promuovere nell’uso delle nuove tecnologie la trasparenza algoritmica, contrastare bias di genere nei sistemi automatizzati e rafforzare la protezione contro la molestia o la violenza digitale, promuovendo regole e prassi che garantiscano sicurezza, equità e accountability.
In particolare, il Parlamento chiede l’eliminazione dell’impunità per tutte le forme di violenza di genere, comprese “la diffusione non consensuale di materiale intimo o manipolato, i deepfake e i contenuti generati dall’intelligenza artificiale, il cyberstalking, le molestie online, il cyberflashing e l’istigazione alla violenza o all’odio online, l’incitamento all’odio e i reati generati dall’odio”. Ritiene utile sottolineare “l’importanza di affrontare la minaccia della tecnologia manipolata dall’IA e sostenere, a livello dell’UE e internazionale, un’azione più incisiva contro la violenza online, che colpisce in modo sproporzionato le donne e ne ostacola la piena partecipazione alla vita pubblica; esortare le piattaforme e i motori di ricerca online di dimensioni molto grandi a consentire il controllo pubblico delle loro valutazioni annuali dei rischi e delle misure di attenuazione relative alla violenza di genere per consentire migliori ricerche e soluzioni”.
- Diritti sessuali e riproduttivi
Il Parlamento invita il Consiglio a difendere l’accesso universale ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva ed ai relativi diritti ed a contrastare le restrizioni arbitrarie all’autodeterminazione (richiamando nel preambolo anche la propria risoluzione dell’11 aprile 2024 sull’inclusione del diritto all’aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE), includendo aborto sicuro e legale, contraccezione, assistenza materna, ecc.
- Finanziamento e cooperazione internazionale
Il Consiglio è invitato a garantire finanziamenti adeguati alle politiche di parità
Le tematiche di riflessione che il Parlamento UE pone nel documento sono davvero molte ed alcune su argomenti decisamente delicati.