Com’è noto la parità di genere come la pari opportunità pur essendo diritti giuridicamente riconosciuto, ancora fatica ad essere applicato nella realtà quotidiana.
Molte donne ancora subiscono nel proprio contesto lavorativo il tetto di cristallo o percepiscono stipendi minori a parità di lavoro effettuato, senza contare la signorilità che devono continuamente porre in presenza di personaggi poco illuminati che ne tentano di minare la propria autorevolezza conquistata per merito o talento, con battute inappropriate o irrispettose.
Se questa realtà è ancora all’ordine del giorno in Italia, se pensiamo poi a realtà cui le donne sono costrette a subire in altri paesi, dove magari le nostre aziende (o della propria filiera) sono presenti è ancora più desolante.
Come per tutti i diritti umani, ritengo sia anche un dovere morale di ogni professionista che ne abbia le competenze, contribuire alla diffusione di informazioni che possano essere utili per accrescere la cultura d’impresa sui temi legati alla sostenibilità e migliorare il processo di rendicontazione.
Lieta pertanto di poter contribuire come sempre alla diffusione di tali informazioni, segnalo ciò che considero essere una buona pratica suggerita e portata avanti dalla Consigliera di parità della Regione Piemonte Anna Mantini, come strumento libero e gratuito da adottare per le imprese al proprio interno nell’ottica di effettuare una propria autovalutazione sul grado di maturazione di preparazione su tale tematica e di percezione del proprio personale onde poter rilevare più efficacemente i propri rischi di impresa, oltre che utile esercizio nel proprio cammino verso la sostenibilità aziendale.
La documentazione è reperibile qui:
UNI PdR 125 – Questionario Informativo per le Aziende
UNI PdR 125 – Questionario Dipendenti
Il tutto peraltro risulta essere più che mai utile ed efficace anche per le imprese che desiderano valutare e raggiungere la “certificazione di genere” disciplinata dalla L. 162/2021, nel loro percorso verso la sostenibilità